Counseling per la disabilità visiva
Consulenza educativa
Quando la disabilità visiva entra nella nostra vita, o in quella di una persona cara, può generare smarrimento, rabbia, frustrazione, senso di esclusione.
Il counseling per la disabilità visiva offre uno spazio di ascolto e accompagnamento per esplorare questa esperienza, riconoscerne le sfide e valorizzarne le possibilità.
A chi si rivolge il counseling per la disabilità visiva
Questo percorso è pensato per tutte le persone che vivono o si relazionano con la disabilità visiva:
- Chi ha ricevuto una diagnosi recente e si trova ad affrontare un cambiamento importante
- Chi convive da tempo con una disabilità visiva e sente di non avere ancora trovato la propria armonia
- Chi si prende cura di una persona cieca o ipovedente e cerca strumenti per essere davvero di supporto
- Chi opera in ambito educativo, riabilitativo o sanitario e desidera comprendere meglio le implicazioni profonde – anche psicologiche e relazionali – di questa condizione
Il counseling per la disabilità visiva non offre “soluzioni pronte”, ma uno spazio per fermarsi, ascoltarsi, raccontarsi, elaborare e costruire nuove possibilità.
Non sempre è necessario “accettare” nell’immediato: a volte è già tanto riuscire a guardare con sincerità e gentilezza ciò che sta cambiando dentro e fuori di noi.

Come si svolge il counseling per la disabilità visiva
I percorsi si articolano in incontri individuali, in presenza o online, e si adattano alle esigenze di chi partecipa.
L’obiettivo è aprire uno spazio in cui sia possibile condividere emozioni, paure, desideri, dubbi.
Ogni colloquio è un’opportunità per fare chiarezza, alleggerire il carico emotivo e trovare strumenti concreti per affrontare la quotidianità.
Il lavoro parte sempre dal vissuto personale, senza forzature, ma con uno sguardo che accompagna a rileggere e riscrivere la propria narrazione.
Accanto a questa attività, propongo anche percorsi di gruppo, attività ludico-formative e laboratori esperienziali capaci di unire leggerezza e profondità, in collaborazione con altri professionisti e realtà del territorio.
Il mio approccio al counseling per la disabilità visiva
Il mio approccio nasce da un intreccio tra esperienza personale, formazione accademica e attività sul campo.
Convivere da oltre trent’anni con una disabilità visiva ha profondamente trasformato il mio modo di percepire me stessa e il mondo.
Da questa esperienza è nato un desiderio profondo: quello di accompagnare altre persone lungo lo stesso cammino, offrendo ascolto, strumenti e presenza.
Oltre ai colloqui individuali, mi occupo di percorsi socio-educativi in riabilitazione visiva, che integrano l’aspetto tecnico (uso di ausili, tecnologie assistive, strategie di autonomia) con una dimensione relazionale, emotiva e simbolica.

Credo che la riabilitazione visiva non possa limitarsi agli aspetti funzionali: è necessario educare alla visione, accompagnando le persone a ricostruire il proprio modo di stare al mondo, con nuove mappe e nuovi occhi.
Collaboro attivamente con enti, scuole, associazioni e operatori per realizzare iniziative inclusive e multisensoriali, con l’obiettivo di sensibilizzare la comunità e promuovere una cultura della diversità più consapevole.
Il miei elaborati sulla disabilità visiva
Ascolta i miei occhi: dalla ricerca di sé al dono condiviso
Scritto al termine del triennio di formazione in Counseling Dinamico-Relazionale, l’elaborato tratteggia e racconta – a partire dalla mia esperienza personale – le dinamiche psicologiche e relazionali più facilmente connesse all’insorgenza e all’aggravamento della disabilità visiva.
Educare alla visione: La riabilitazione visiva tra presente e futuro
Composto a conclusione degli Studi in Scienze dell’Educazione, questo scritto tratta il tema della riabilitazione visiva da un punto di vista educativo. Il tema della visione viene affrontato in modo integrato sul piano fisico, neurologico, psicologico e relazionale. La trattazione approda ad una visione innovativa del percorso riabilitativo, incentrata sulla dimensione esistenziale peculiare della persona come strumento principe della sua possibilità di costruire o riscoprire una dimensione di benessere.
