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Cammin Sentendo è uno dei tanti progetti inclusivi a cui ho dato vita nel corso degli anni e nasce dalla mia pancia e dalla mia storia. Ma non è solo un progetto inclusivo nato a beneficio di chi ha una disabilità, né si tratta di semplici escursioni multisensoriali. Qui vogliamo andare oltre: cambiare prospettiva, ampliare la visione, togliere il paraocchi e imparare a guardare anche quel che si nota meglio con le palpebre abbassate.

Come sapete danzo con la disabilità visiva da più di trent’anni e mi confronto ogni giorno con le difficoltà e le limitazioni che comporta soprattutto quando è ora di viaggiare, spostarsi e scoprire il mondo.  Ma pur non potendo vedere fisicamente, ho imparato a guardare e ad ascoltare, e grazie al cammino interiore e al contatto con la natura mi sono scoperta fortunata perché esisto, vivo e sono immersa nella bellezza. Da qui è nata l’idea di condividere questo dono con la comunità umana di cui faccio parte.

Camminare con tutti i sensi

Camminare nella natura, confrontarsi con le asperità del terreno, sentire scorrere sotto il naso profumi diversi, udire il ronzio degli insetti che sfrecciano accanto alle orecchie, il cinguettio degli uccelli e il fruscio delle foglie sui rami ha un potere catartico sulla nostra psiche, come è catartica la vista di un paesaggio armonioso per chi la ammira. Ogni percezione sensoriale risveglia qualcosa dentro di noi, ogni profumo può portarci lontano e ogni suono ci accarezza la pelle in modo diverso e ci provoca reazioni particolari. Ecco che allora darsi il tempo di fermarsi e osservare, ascoltare, sentire cosa ci suggeriscono i nostri sensi, diventa unmodo per nutrirsi di salute e di gioia. Durante gli appuntamenti di Cammin Sentendo ci prendiamo il tempo per sintonizzarci su tutto questo, provando a lasciare da parte la nostra mente con tutti i suoi nodi e suoi monologhi.

Ecco che l’attenzione a quel che percepiamo con i sensi diventa un modo per educarci tutti (vedenti o disabili della vista) alla bellezza, e all’ascolto.

Il tempo del cammino e il tempo della sosta

Gli appuntamenti di Cammin Sentendo, che siano in città, in campagna o in montagna, hanno una prerogativa fondamentale: c’è una costante alternanza tra tempi di cammino e tempi di sosta. Questo non serve solo a riposare il corpo ma anche ad approfondire e arricchire l’esperienza.

Per noi non si tratta di indossare gli scarponi e mangiarsi la montagna, o di infilare le scarpe da ginnastica e cominciare a marciare per smaltire calorie. Qui ci si immerge nei passi e nelle sensazioni del cammino sul nostro corpo, senza dare mai per scontati muscoli, respiri e movimenti. Se poi si cammina insieme a qualcun altro ci si prende il tempo per accordare il ritmo e i movimenti e per avanzare insieme senza caricare l’altro del nostro peso o viceversa senza accollarci il suo. Questa è già una palestra di relazione e di ascolto, un allenamento per conoscersi e incontrare l’altro.

Poi ci sono le soste, che sono anch’esse esperienze formative speciali. All’inizio, durante e a conclusione di ogni incontro ci si ritrova in cerchio come una vera tribù che si mette in cammino verso una meta comune. Ci si presenta, ci si avvicina, si chiede e si offre aiuto per il viaggio, si condivide il proprio sentire e si ringrazia. A volte in questo cerchio si fanno giochi e si condividono pratiche di visualizzazione, di respiro consapevole o di meditazione. A volte si banchetta e si condivide un pranzo o una cena. Semplicemente si sta, si ascolta, si abita, senza competere e senza giudicare o giudicarsi.

Molto più che escursioni

L’intreccio tra la pratica del cammino vissuta in modo profondo e consapevole e le esperienze di gioco, di esplorazione e di introspezione fanno degli appuntamenti di Cammin Sentendo occasioni di crescita personale e di scoperta di sé. I compagni di viaggio ci ascoltano senza giudicarci, ci sostengono se viviamo un momento di fragilità, ci aiutano a vedere qualcosa che ci era sfuggito.

Chi conduce gli incontri coordina gli aspetti logistici in modo che tutti  possano partecipare agli eventi in modo gradevole e propone attività o spunti di riflessione affinchè passo dopo passo si possa abbracciare una nuova visione e costruire una rete di persone, di emozioni, di amici.

Dunque che si tratti di trekking in montagna, di passeggiate in collina o di incontri esperienziali condotti insieme ad altri professionisti, quelle di Cammin Sentendo non sono e non saranno mai semplici “escursioni”, ma piuttossto “incursioni nel sentire”.

Vi aspetto!

Nadia

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